settembre 26, 2013

e come ogni anno questo vi diamo appuntamento sabato e domenica ai giardini pubblici con la grande Festa della Ceramica

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settembre 25, 2013

 

Piccola Stagione di Musica da Camera

Natura in Musica”

organizzato dall’associazione Euterpe Iniziative Musicali in collaborazione con la Galleria Comunale d’Arte di Cagliari. Natura e Musica incontrano le Arti figurative per valorizzare un luogo di particolare splendore, arricchito dalle note di talentuosi esecutori del panorama musicale nazionale ed internazionale.

Venerdì 27 settembre alle 20.30 nella suggestiva cornice dei Galleria Comunale d’Arte di Cagliari arte, musica e natura si incontreranno in occasione del Recital Violino&Pianoforte di cui saranno protagonisti Daniele Pascoletti, Concertino dei Violini primi del Teatro alla Scala di Milano e Irene Veneziano, giovane e talentuosa pianista, entrambi affermati interpreti del panorama cameristico nazionale ed internazionale. Eseguiranno, con la raffinatezza interpretativa che li contraddistingue, musiche di Mozart, Dvorak, Franck.

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Luisa Sclocchis, direttore artistico di Euterpe Iniziative Musicali, presenta così l’iniziativa: “Dopo il successo riscontrato nell’estate 2011 dal progetto “Natura in Musica”, si è pensato di ripetere la gradita iniziativa nel 2012 con la “Piccola Stagione di Musica da Camera” proponendo ancora una volta un pot-pourri di musiche appartenenti a differenti generi musicali così da poter avvicinare svariati canali di utenza. La terza edizione, continuando a offrire un singolare livello qualitativo, vedrà come protagonisti dei quattro eventi musicali previsti giovani artisti di rilevante levatura che, in ensemble variabili e tra svariati generi, animeranno in musica l’esclusiva cornice offerta dai panoramici spazi dei Giardini Pubblici e delle prestigiose sale della Galleria Comunale d’Arte di Cagliari”.

La Vostra partecipazione è particolarmente gradita.

Prossimi appuntamenti:

Venerdì 4 ottobre h. 20.30 – Duo Chitarra&Bandoneon – Giampaolo Bandini (chitarra),Cesare Chiacchiaretta (bandoneon). Musiche di Piazzolla, Rapezzi, Bardì, Villoldo, Pujol.

Venerdì 11 ottobre h. 20.30 – Recital Pianoforte – Gloria Campaner (pianoforte). Musiche di Rachmaninoff, Debussy, Francaix.

Ingresso 6 euro. 

L’incontro tra le Arti figurative e la Musica verrà interpretato dagli storici dell’arte durante l’intervallo del Concerto in una speciale visita alle collezioni esposte.      

Per informazioni e prenotazioni: Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, Giardini Pubblici – 070 6776454; Euterpe Iniziative Musicali – Tel. 349 1775354; info@euterpeiniziativemusicali.it; l.sclocchis@gmail.com

I programmi dettagliati dei singoli eventi, così come le biografie degli artisti coinvolti, saranno visibili sul sito web www.euterpeiniziativemusicali.it e sulla pagina Facebook Euterpe, iniziative musicali. In allegato i materiali con la presentazione dell’iniziativa, biografie dei protagonisti, calendario e immagini.

Resto a disposizione per ulteriori dettagli.

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti,

Luisa Sclocchis

Presidente Euterpe Iniziative Musicali

Tel. +39 349 1775354

Aquadulci è lieta di ospitare Ariuceramiche nella splendida cornice del suo microcosmo intimo e discreto.

Passaggi e Paesaggi

sotto la volta di un cielo stellato, per compiere un’esperienza visiva e tattile, assaporando l’andare lento delle greggi, il chiacchiericcio musicato di donne d’altri tempi, la cultura e l’impegno agropastorale della nostra Isola, le mani sapienti che forgiano Argilla: Madre, Terra. Paesaggi di donne che da sempre, maestose e fiere, si scambiano saperi e rivivono grazie alle mani abili delle Sorelle Ariu. Passaggi di greggi indolenti che nei colori della ceramica ritrovano nuova vitalità.

http://www.aquadulci.com/

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Tutti a Nuoro.

marzo 29, 2012

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Data
28 marzo 2012
Artimanos – Sardegna Maestri Artigiani
Sede: 08015 Macomer / Corso Umberto I 64
CF e P.IVA 93042150917
Oggetto:
Comunicato Stampa Evento FITAS – Nuoro
L’associazione culturale ArtiManos – Maestri Artigiani Sardegnaorganizza FITAS presso la galleria SPAZIOMAZZINI a Nuoro, dal 30 marzo al 1 aprile.
Cinquanta aziende artigiane espongono insieme, in un progetto concepito dal bassoe che intende far parlare le migliori espressioni dell’artigianato artistico, senza filtri, restituendo centralità all’operato delle aziende artigiane.
ArtiManos si è costituita da appena una settimana e aggrega al momentocirca ottanta imprese dell’eccellenza artigiana sarda. Nasce per incentivare collaborazionie scambi tra le imprese in un momento drammatico per il settore, e intende incideresulle politiche per l’artigianato, investendo nelle buone pratiche e in una promozioneche sia realmente funzionale all’artigianato artistico.
Questo è il motivo per cui le artigiane e gli artigiani si sono uniti in un progetto ambizioso,che punta a restituire dignità all’artigianato di qualità, quello che nasce nelle botteghe, e che non si rispecchia nelle recenti politiche pubbliche.
Alla mostra si potranno ammirare le produzioni Artigianali dei vari settori quali:
Oreficeria, Cestineria, Ceramica, Legno, Tessitura, Vetro, Pietra, Sartoria,Ferro battuto, Pelletteria.
Per il Direttivo Artimanos:
Valeria Tola 340 3555054
Antonello Delogu 339 1094664
Federico Coni 340 0939318
SPAZIOMAZZINI • piazza Mazzini 2 • NUORO
Inaugurazione venerdì 30 marzo ore 18:00
Sabato e domenica
09: 00 > 13:00 / 16:00 > 20:00

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Sono presenti a FITAS:
L’ANTICA ARTE DELLA CERAMICA Ceramica
ARIUCERAMICHE di Cristina AriuCeramica
MASSIMO BOI Ceramica
“BRIEN” Laboratorio ceramicheCeramica
AURUM di Francesco Cadinu Oreficeria
PATRIZIA CAMBA Sartoria
MANIFATTURE KADOSSENE SNC Calzature
CMA – Coop Ceramisti Maestri d’Arte Ceramica
VETROTIFFANY ALCOA Vetro
ANNA RITA COGONITessile
LS LINEARTE sas di MS.Concas Ceramica
CREAZIONI MAESTRODASCIA di F.Coni Legno
DOMENICO CUBEDDU Ceramica
DEIDDA GIOVANNI Ceramica
CREAZIONI ANTONELLO Oreficeria
RAKU di M.Cristina Di Martino Ceramica
FARRIS PASQUALE Legno
Lab.Orafo di Fiorino Pietro Angelo Oreficeria
FRANCESCA FRAU Ferro battuto
OMINES GABBA ATELIER Sartoria
GADDARIVETRO Vetro
Ditta GODDI SALVATORE Oreficeria
VETROCREO Vetro
SIMONETTA LISCIA vetro artistico Vetro
ATIARTISTICU di Loewe Leander Lukas Lapideo
ROBERTO LONGU Ceramica
GIAMPAOLO MAMELI Ceramica
NICO di Manca Nicola Oreficeria

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Sono presenti a FITAS :
SU MAISTU DE LINNA Legno
CERAMICHE MANIS snc di Vitaliano e Arnaldo Ceramica
CERAMICHE ARTISTICHE di Ester Marras Ceramica
PEPPINO MELE Laboratorio Orafo Oreficeria
COTTI D’ARBUS di Melis Daniela Ceramica
SANDRO MORO VETRODESIGN Vetro
ARTESSILE di Mulas ElenaTessile
CERAMICHE OLIANAS SARDEGNA Ceramica
LAB di Barbara Pala Sartoria
LUCIA PIETROBON Vetro
FRAMMENTI Vetro
SINZOS Ceramica
Lab.Orafo Vania Renolfi Oreficeria
BRIO GIOIELLI oreficeria
LA BOTTEGA DELL’INTRECCIO Cestineria
GRUPPO INTERNO di Rosaura Sanna Ceramica
Bottega Orafa Giuseppe Satta  Oreficeria
RED LABEL ARTS Oreficeria
SU TROBASCIU – Coop.Tessile Tessile
CHIARA’S OFFICINE D’ARTE Vetro
L’ETOILE SNC Oreficeria
Coop. Tessile SU MARMURI Tessile
SARDEGNA ARTE E SAPORI (Ceramiche Sale) Ceramica
VALERIA TOLA CERAMICHE Ceramica
Ceramiche USAI WALTER Ceramica
GRAZIANO VIALE Maschere
L’ANGOLINO Tessile
LUCEBUIO  Ceramica

marzo 6, 2012


Ariuceramiche tra libri e pecore. A tu per tu con le sorelle Ariu e Sabina Murru

di Veronica Matta

tempo di lettura stimato: 4 min e mezzo

Cagliari (ITALIA)

Saranno le nuove artigiane metropolitane del nuovo secolo. Due sorelle di Mogoro che con il loro laboratorio di ceramiche, in piazza costituzione a Cagliari, coltivano un sogno: restituire un po’ di “bellezza” alla Sardegna e ai suoi abitanti.

La scelta del soggetto (le pecore) che è stato potuto apprezzare in città nel mese di marzo 2012, la dice lunga sull’idea “rivoluzionaria” che le due artiste coltivano per il bene dell’isola e dell’artigianato sardo. Un pezzo di argilla da cui ricavare, secondo i lunghi tempi di attesa di cottura e di lavorazione della terra, una pecorella la cui semplicità suscita in chi la guarda una percezione di sensazione piacevole dato dal concetto che ogni sardo coltiva per questo animale, di cui si sente istantaneamente, spontaneamente un contenuto emozionale positivo. Che sia conscia od inconscia, è una bellezza che si riconosce nel suo senso più profondo, dentro un senso di riflessione che genera benessere sul significato della propria esistenza, come se questi oggetti, raffiguranti delle semplici pecorelle, avessero una certa armonia intrinseca oppure estrinseca, con la natura, che suscita nell’osservatore un senso di attrazione, affezione, piacere. Sono pecore in divenire (un progetto in divenire) che hanno reso possibile un incontro umano, una sfida virtuale e reale che ha scatenato un delirio di amici e amiche pronti a combattere pur di far vincere la propria pecorella incappottata. Sono pecore metropolitane cresciute in campagna ma poi trasferitesi in città che assolvono una funzione sociale di rappresentanza di una Sardegna che lotta e che non si arrende alle logiche di consumo e ai giochi di potere. Una pecorella sociale grazie alla quale poter sviluppare dibattiti, incontri per parlare di artigianato, di Sardegna, di territorio. Un modo “dignitoso” di restituire all’artigianato, quel valore culturale che ha nella nostra isola e che ripagherà forse chi vivrà dopo di noi. Se anticamente “su strexaiu de terra” andava con il proprio carretto, di casa in casa, a vendere gli utensili di terracotta (brocche, pentole e vasi) nati per la preparazione e la conservazione di cibi, oggi gli odierni ceramisti sardi, riprendendo forme e modelli legati alla tradizione e al territorio, danno spazio ad una ceramica artistica di qualità per dar “nuova vita” a quel rinnovamento estetico dell’anima di chi è ancora capace di osservare.

Ma chiediamo direttamente alle artiste

Come nasce l’idea di realizzare una pecora come oggetto di ceramica bello da riconoscere ceramiche, sorelle ariu, sardegna, cagliari, pecore, arteed ammirare?

Nasce un po’ in una forma molto casuale. Cercavamo qualcosa che identificasse un po’ il laboratorio, “un oggetto”, diverso dalle solite produzioni, che avesse una collocazione territoriale ma con qualcosa di attuale, di moderno, di metropolitano. Nelle varie scelte, la pecora è saltata fuori dopo alcuni disegni realizzati da Stefania, fatti per un precedente progetto. Da li abbiamo poi proseguito. Nata bidimensionale, la pecorella dopo due mesi l’abbiamo realizzata tridimensionale. Da due anni e mezzo circa ci giochiamo intorno.

Il concorso “Accapottiamo le pecore” è un progetto indetto dalla Libreria Murru che ha riscosso enorme successo. Come è nata l’idea e quale è stata a formula vincente?

Il successo della mostra si deve alla voglia di giocare dei partecipanti, perché noi tutti abbiamo bisogno di giocare. Abbiamo visto diversi mariti increduli e sconvolti nel guardare le proprie mogli letteralmente innamorate dei cappotti realizzati per le pecorelle, cosi tanti uomini facoltosi soddisfatti nell’aver creato il cappotto migliore per l’occasione. La mostra, cosi come da noi pensata, ha fatto partecipare tutti in prima persona e ciò che maggiormente è stato apprezzato; i protagonisti eravamo noi organizzatrici, ma in realtà fondamentalmente noi abbiamo offerto un mezzo perché i veri protagonisti sono stati i 50 cappotti che hanno sfilato nella libreria Murru. “L’accappottiamo le pecore” aveva lo scopo di far circolare 50 pecorelle diverse e uniche. Nessuno di noi immaginava una tale affluenza e partecipazione al concorso. Al principio, quando durante una sera ci venne in mente l’idea, pensammo di fare solo 20 pecorelle e nel caso fosse andata male, di fare poi una festa tra amici.
A differenza di alcuni avvenimenti artistici, questa mostra è nata e si è sviluppata come un gioco?
Eh si, si vede dalle pecore che sono belle tutte e non hanno la presunzione di essere perfette. È stata una bella sfilata di pecore. Ognuna di loro ha una storia particolare; e dietro ognuna di quelle 50 pecorelle ci sono altrettante 50 mani diverse. Ognuno ha voluto mettere qualcosa di sé non prendendosi sul serio ma anche prendendosi sul serio; ciascun partecipante ha chiamato amici e parenti, pur di guadagnarsi un voto in più e solo l’8 Marzo ci sarà lo spoglio in diretta che proclamerà la migliore “pecorella accappottata”. Ovviamente noi speriamo che questa iniziativa porti maggior clienti verso il nostro laboratorio in un periodo come questo in cui la crisi in maggior misura colpisce il nostro settore.

Ma le pecorelle cosi accappottate cosa hanno raccontato?

Tanto amore. Dall’attenzione dimostrataci, dalle foto delle pecore nude prima che entrassero nel forno, ai pensieri delle pecorelle. Una pecora come distrazione fantastica, una pecora sociale in cui i protagonisti hanno potuto veicolare il proprio senso sociale o di protesta o di denuncia, una pecora della pace, una pecora dell’allattamento e della crescita alternativa insomma una miriade di idee attraverso cui le persone (non artisti) si sono avvicinati con un senso di leggerezza, con un proprio senso artistico che ha dato luogo a delle meraviglie senza paragoni. Alcuni colleghi artigiani (orafi, ceramiste ecc) hanno realizzato il proprio cappotto e alcune di loro ci hanno proposto di portare la mostra in giro per l’isola. Quindi è previsto un gregge itinerante, una tournée delle pecore. Ci hanno chiesto immediatamente se fosse possibile il loro acquisto. Ogni pecora è diversa dall’altra, essendo fatte artigianalmente, hanno tutte espressioni diverse, a guardarle meglio le orecchie, il muso, i ricci alcuni ordinati altri spettinati, caratterizzano in modo diverso ciascuno pecorella.

Chi acquista la pecora?

Sognando la pecora grande, molti comprano quelle piccole. È un settore in cui chi acquista di solito conosce il valore del nostro mestiere, conosce ciò che c’è dietro i nostri lavori ovvero la terra lavorata; riconosce la differenza tra un prodotto industriale e uno artigianale fatto a mano, anche se oggi sempre più, chi la conosceva non se la ricorda più. Il nostro cliente è di fascia alta. Il nostro sogno è infatti che tutti i nostri amici diventino ricchi. Penso sempre che se tornassimo ad uno stile di vita diverso, se si ricominciasse a riacquistare poche cose per il piacere di averle, per il valore e il piacere di quell’oggetto, non sarebbe necessario avere in casa 50 tazze diverse. Noi siamo la generazione del consumo, acquistiamo usiamo e dopo un paio di giorni buttiamo. Siamo una generazione che sta creando un’immondezza che non ci starà più sul nostro territorio. Il nostro modo di vivere è lo specchio di quello che siamo e forse un periodo di crisi come questo, potrebbe anche farci capire che, molto spesso, è meglio avere poche cose ma per il piacere di averle, non per il piacere di comprare.

Noi abbiamo grandi speranze, ad una certa ripresa di lavoro dovrebbe seguire maggior rispetto per quello che mangi, per quello che compri, per la terra; rispetto per le persone che hai vicino, per le cose, per quello che realmente sono, e non perché dobbiamo fare numeri. È un sogno molto impossibile, anche se già l’esistenza di piccoli gruppi che insegnano ai bambini a prendersi cura delle cose che hanno intorno, a mangiare poco ma buono, fa ben sperare. Un certo tipo di lavoro rimette in moto un meccanismo di comunicazione cosi come lo dimostra la serata in libreria; una mostra in cui, in modo giocoso tra una pecora e l’altra, si è avuto modo di parlare con gli altri anche di cose importanti ma in maniera leggera e forse è quello di cui abbiamo bisogno per guardare le cose che ci stanno intorno.

Sabina Murru è stata l’ideatrice di questo concorso in libreria e in qualità di fotografa professionista ha guardato ciascuna pecorella con un occhio speciale. Come nasce l’idea di realizzare, all’interno di una libreria, una mostra di pecorelle?

“Accappottiamo le pecore” è il titolo della mostra espositiva, avvenuta il 25 Febbraio presso la libreria Murru, delle famosissime pecorelle delle ceramiste Ariu di Mogoro, oggetto d’arte cult in Sardegna e fuori. Mezza Italia e anche un po’ d’Europa e di Giappone sono pieni di pecorelle Ariu, nominate anche da Flavio Soriga nel suo libro “Nuraghe Beach”. Le sorelle Ariu hanno addirittura arredato un ristorante a Londra, insomma sono un fiore all’occhiello per la nostra Sardegna.

Pagina facebook della mostra

Ognuno dei concorrenti ha inviato una mail di partecipazione all’Accappottamento, all’indirizzo libreriamurru@tiscali.it, confermando la creazione di un cappotto e prenotando la pecora che lo avrebbe poi indossato. Ogni cappotto è stato gentilmente indossato da una pecorella creata appositamente per l’occasione in serie (50 esemplari) dalle sorelle Ariu, ed esposto in bella mostra durante l’evento per tutto il periodo della Mostra che si concluderà l’8 marzo. Ogni pecorella con relativo cappotto è stata cosi numerata e per il periodo di durata della Mostra il cappotto più bello verrà votato dai partecipanti. Confidando nell’onestà dei partecipanti del “non autovotarsi”, la pecorella Accappottata che riceverà più voti, farà vincere al suo creatore/trice un succulento premio. Il premio consiste in una pecora creata appositamente per l’evento dalle sorelle Ariu un UNICO esemplare che verrà consegnato personalmente dalle sorelle Ariu nel loro fantomatico laboratorio. Il premiato verrà avvisato da una mail subito dopo lo spoglio dei voti che avverrà il l’8 marzo.

La pecora come simbolo di riscossa dei sardi, come segno di una cultura capace di credere in un mondo migliore. Cosa rappresentano per te queste pecorelle?

“Queste pecorelle hanno anima, cuore e sangue e ognuna ha guardato dentro il mio obiettivo con uno sguardo diverso, sembra strano ma è veramente così”. Quelle che più mi piacciono sono veramente tante, perché ognuna ha delle peculiarità incredibili, e hanno “una storia” dietro che ogni concorrente ha raccontato venendo qua, sia durate l’iscrizione che nelle prove. Ciascun partecipate ha continuato a raccontare consegnando il cappotto, infilandoglielo e guardando, alla fine, la propria pecora “vestita” con occhi pieni di amore e di soddisfazione.

ceramiche artigianali ariu, sardegna, creatività, concorso, pecore, cappottoQuali sono le tue preferite?

“Parole di cotone” perché questa pecora racconta molto del mio lavoro; “pecolibrando” perché è una “pecora libro” con tanto di segnalibro; “l’accabbadora” perché forse è la più bella; “la sub brebey” perché ogni volta che la guardo scoppio a ridere. Sono veramente tutte belle e sarà dura scegliere il cappotto più bello, ma per questo dobbiamo aspettare l’8 marzo quando ci sarà lo spoglio pubblico dei voti qui in libreria. Posso dire però quella che mi ha emozionato di più è una pecorella fuori concorso (ovviamente) essendo un opera d’arte, quella che il Maestro di Bisso, Chiara Vigo, ha vestito con il Vello d’oro e ha dedicato ai Pastori di Sardegna. È stato un onore per me e per le Ariu ricevere questo “dono” dal Maestro e non vediamo l’ora che arrivi il 7 marzo perché il Maestro, Chiara Vigo, ci farà un ulteriore regalo venendo qui in libreria a presenziare all’ultima giornata di Mostra.

Contatti:

Ariu ceramiche Via Costituzione 16 Cagliari
Libreria Murru Via San Benedetto 12.c Cagliari

Veronica Matta [ 06/03/2012 ]
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Gloria Mundi.

ottobre 21, 2011

Le parole qui sotto non sono mie, ma esprimono un concetto che io e diversi altri milioni come me hanno in mente, e siccome Massimo Gramellini su LaStampa di questa mattina lo illustra benissimo, non se ne abbia a male se riporto le sue parole
http://www.lastampa.it


Non c’è mai nulla di glorioso nell’esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni. Ci vogliono Sofocle e Shakespeare, non gli scatti sfocati di un telefonino, per sublimarla in catarsi. Gli sputi, i calci e gli oltraggi a una vittima inerme – sia essa Gesù o Gheddafi – degradano chi li compie a un rango subumano.

Dal governo del baciamano ci si sarebbe aspettati qualche parola di pietà nei confronti del vecchio sodale tramutato in un cencio sporco di sangue. Invece è toccato leggere le parole del ministro degli Esteri Frattini, che appena tre anni fa chiamava Gheddafi «un grande alleato dell’Italia» e adesso definisce la sua barbara fine «una grande vittoria del popolo libico». Davvero «grande» anche lui, il signor ministro con delega alla coerenza e alla sensibilità. La Russa non poteva essergli da meno e infatti non lo è stato. Ha detto: «Dobbiamo gioire». Per la nuova Libia, immagino. Ma con che razza di cuore si può abbinare un verbo di festa alle immagini di un corpo trascinato sull’asfalto? Ho vanamente cercato parole simili nelle dichiarazioni dei ministri francesi, tedeschi, americani. Forse i nostri sono solo più ruspanti: parlano prima di pensare, o anche senza pensare, né prima né dopo. Al confronto giganteggia persino il filosofo di Palazzo Chigi ed ex amicone del rais. Il suo «Sic transit gloria mundi» sulla volubilità della condizione umana (Gloria Mundi non è il nome di una ragazza) sembra voler dar voce, se non a un presentimento, a un tormento interiore.

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