A piccoli passi…

maggio 22, 2011

Cagliari: di sopra  abbiamo riportato lo stato del gregge elettorale sino al 15/16 maggio corrente anno e di seguito la situazione del gregge fino 29 maggio:
son rimaste solo loro: Minimo e Massimo, e a fine giornata ne resterà una sola che non credo riuscirà a restituirci la sabbia del Poetto, ma per favore non svegliatemi comunque da questo sogno….

Problemi di cuore.

maggio 15, 2011

Oggi niente pecore.
Oggi “Problemi di Cuore” .
No, non c’entra la fine di un amore, ne l’inizio e neppure il durante.
Oggi si parla di Giovanni che una sera si reca al pronto soccorso per far controllare un’ernia inguinale che di tanto in tanto si sveglia.
Qualche ora di fila e durante la visita il medico dice alla figlia presente alla visita che l’ernia sta bene, ma c’é un problema al cuore…
la figlia risponde “no, non ha mai avuto problemi, il cuore è il pezzo forte di mio padre.”
e il medico  “il pezzo forte si è rotto.”
Il lieve affanno, lo strano freddo e il suo mal di schiena più forte del solito non erano dovuti a una  bronchite ne ai suoi quasi ottantanni ne al suo Parkinson. Erano dovuti a una valvola mitralica che stava cedendo, per cui il cuore stava faticando in maniera quasi insostenibile per fare il suo dovere e  “non c’è farmaco che tenga, bisogna operare prima possibile”
La figlia di Giovanni guarda negli occhi la sorella che aspettava fuori dalla porte e con una serenità falsa come un presidente del consiglio filantropo, le dice “stiamo aspettando l’ambulanza per un ricovero al Policlinico.”
Avete presente il rumore di uno sguardo?
lo sguardo silenzioso di Giovanni era assordante, ma a un certo punto quel rumore si è placato e per tranquillizzare le figlie  ha affermato ” quell’ernia mi ha salvato la vita.”
Dieci giorni al Policlinico, dieci giorni a casa in dimissione protetta e obbligatorio consulto cardiochirurgico al Brotzu perché il Policlinico non ha cardiochirurgia.
Giovanni prepara la valigia convinto di farsi “aggiustare il cuore” prima possibile, perchè rivuole la sua vita prima possibile.
Ma queste velleità vengono paralizzate da L, il cardiochirurgo del Brotzu, che annuncia che l’intervento non si può fare “io sarei in grado di fare un intervento perfetto, ma la sua conformazione toracica non Le permetterebbe di sopravvivere alla terapia intensiva postoperatoria per cui deve continuare la cura”
domanda  ” per quanto? ”
risposta  “non lo so, a volte due mesi, a volte anche due anni.”

Queste sono state le parole che ha usato con un Uomo che sapeva che non esisteva terapia farmacologica per il suo cuore.
E allora  scopri che il rumore del mondo che crolla è sempre diverso.
adesso mi sveglio…. adesso mi sveglio…. adesso mi sveglio…. ho capito male…. ho capito male…. ho capito male… ha capito male… ha capito male… c’è una cura… c’è una cura … c’è una cura…. CIDEVESSEREUNACURACAZZO!!!!!!!!!!!!!  …. devo vedere il mare …..
Ma poi il respiro e il pensiero si regolarizzano quando il figlio di Giovanni chiama la sorella che ormai sta passeggiando da ore  nell’acqua gelata,  e le chiede se lei ricorda del giorno in cui  il cardiologo del Policlinico parlò dell’ eventualità di fare l’intervento a Milano….
Nel mentre l’altra figlia ha scoperto che anche a Roma c’è un centro che forse….
E in meno di ventiquattro Giovanni ha un appuntamento con un altro Cardiochirurgo.
In pratica il Policlinico (non il Brotzu) e la figlia  per vie diverse sono arrivate alla stessa conclusione: l’European Hospital a Roma e in particolare il Dottor Alessandro Bellisario potrebbero non essere d’accordo col cardiochirurgo del Brotzu.
Nell’arco di una telefonata di un venerdì di aprile Alessandro Bellisario, che pare non sia Dio ma uno che sa fare il suo lavoro e che si rivolge al paziente e alla famiglia come fossero esseri umani, chiede di poter vedere i referti, in particolare la coronarografia prima di fargli affrontare il viaggio.
Il martedì successivo dopo un attento sguardo a tutti i referti dice che a questo punto vuole vedere Giovanni.
Nel primo pomeriggio del venerdì successivo Alessandro Bellisario lo guarda negli occhi e gli chiede “quando vuole essere operato?”

E’ stato operato venerdì  6  maggio.
E’ rimasto in terapia intensiva sino alla mattina di lunedì 9 e il giorno dopo poteva camminare sulle sue gambe senza più neppure un tubo, sondino, catetere o ago inserito nel suo corpo.
Starà ancora per un po’ in un Centro di Riabilitazione Motoria e Funzionale mentre pensa alle passeggiate in riva al mare che farà tra breve e alla festa di compleanno che per problemi di cuore farà in ritardo appena rientra in Sardegna.

E adesso che anche le coronarie delle tre figlie e del figlio si son riprese (forse) volevo solo ringraziare di cuore i medici di turno al pronto soccorso del San Giovanni di Dio a Cagliari la notte del 17 marzo, i cardiologi del Policlinico a Monserrato e soprattutto la Cardiochirurgia dell’European Hospital, tutti quanti dal Primario alle tartarughe della fontana nel giardino, per aver aggiustato il cuore di mio babbo e per aver fatto in modo che non cedesse il mio.
Vorrei inoltre ringraziare quel cardiochirurgo del Brotzu per non esser stato in grado di operarlo, ma vorrei fargli notare che quando ci si rivolge a un Essere Umano e si parla della Sua Vita, c’è una differenza enorme tra il dire “non si può operare” e dire “io non so operare” perché tu non sei Dio e poco lontano da te ci sono persone che pur non essendo Dio lo sanno fare.
E chiudo consigliandoti di leggerti il giuramento e poi chiedi scusa a Ippocrate. Coglione!

A presto.

maggio 3, 2011

Fotoricordo prima della partenza.

Incrociamo le dita e tenete a mente che il destino non deraglia per venirvi a cercare….