parco-ceramiche.

novembre 10, 2008

cel-web-sIeri un’amica mi ha rimproverato di non aggiornare il parco foto da troppo tempo.
si riferiva ovviamente al parco ceramicheariu.
e aveva ragione anche questa volta, ed è inutile che io mi giustifichi dicendo che mio padre mi ha ripreso la macchina fotografica (sua) o che non ho tempo (quanto ne spreco…) o anche che la bambina a vomitato (che fine ha fatto Corrado Guzzanti?), per cui ho deciso di farvi vedere una delle lampade più belle che io abbia visto questanno.

L’opera è di Paciancha.
e non ho niente da aggiungere.

colonna sonora: Guarda che luna di Fred Buscaglione.

A domani.

settembre 3, 2008

questa l'ho fatta io. con lo scanner.

Si, perché domani torno sul serio.
Perché tra una cosa e l’altra non coccolo il mio blog da una ventina di giorni ( a parte quelle poche righe che avvisavano che Cagliari si stava svegliando).
Ferie?
Questa volta ero convinta: ” mi faccio quindici giorni di mare… mi porto solo qualche costume, qualche maglietta e qualche libro, la maschera, le pinne e una settimana enigmistica… quindici giorni per vedere se il pensiero dominante di voltare pagina si attenua o se si trasforma in voglia di strapparla quella pagina”
E invece?
e invece casualmente il 14 agosto il telefono in laboratorio ha cominciato a squillare e casualmente una mano ha sollevato la cornetta pensando a chi potesse essere che il quattordici agosto chiama in laboratorio mentre chiunque tra i frequentatori sapeva che dal tredici sera il laboratorio sarebbe stato chiuso.
e invece … mi alle volte… qualcuno aveva bisogno urgentemente di mani di ceramista.
per cui niente mare?
diciamo “per cui meno mare”.
Ma è stato fantastico svegliarsi alle 6,30 e col massimo dell’attenzione per non svegliare mio padre che dormiva giù, senza colazione, senza neppure lavarmi la faccia, senza niente se non costume e maschera… tuffarsi in un mare da sogno con pesci che mangiavano il pane avanzato dalla sera prima, stelle marine, polpi, ricci…
No, non ero in Egitto, ero a una ventina di chilometri da Cagliari. E non mi drogo e bevo raramente, per cui è tutto vero; dopodiché… a casetta: doccia, colazione, dov’è la mia argilla? la mia tavoletta? i miei attrezzi?
posso cominciare a lavorare. Otto ore di lavoro con pause di mezzore e tuffi rubati che se tu che leggi sei a Milano o a Bolzano o a Torino hai tutto il diritto di odiarmi, ma ci sono riuscita.
Ho portato a termine il mio compito.
Ovviamente non da sola, ma devo ringraziare:
Fe, perché ha preso quella telefonata perché ha gestito la baracca come probabilmente non sarei stata in grado di fare e perché ama il mare immensamente meno di me;
Marco perché secondo lui un plastico era meglio di un disegno su carta…
quel papavero in ceramica che non ne voleva sentire di star su per cui ha fatto perdere un sacco di tempo…
PG per la dritta che continua a farmi ridere molto
e infine Betty per la fantastica opportunità.

Constatazione e consiglio.

giugno 23, 2008

Non ho tanto tempo, ma volevo dire a quei baldi e sodi giovani che hanno giocato a pallone ieri sera con la maglia bianca, che il culo… in quanto tale… non è perenne.
E sappiate che, checché se ne dica, non c’è chirurgo plastico che possa aiutarvi.
Ma se per consolarvi vi andasse di fare un corso di ceramica in Sardegna, contattatemi.

consiglio

aprile 3, 2008

Domani mattina vado in facoltà. devo registrare un esame. e già che ci sono mi seguo anche una lezione.
Volevo sottolineare che si può fare.
Si può decidere di riprendere gli studi a quarantanni.
E cosa ancor più sorprendente potrebbe capitare che la cosa vi piaccia e che diventi un ottimo modo per occupare il tempo in qualcosa di piacevole.
E poi così avanza meno tempo per lagnarci e piangerci addosso riguardo a tutto quello che non ci piace in questo mondo ma che dio o chi per lui ci fulmini se muoviamo un dito per cambiarlo…