Due gocce

aprile 10, 2009

Forse l’inizio della primavera è finito.
Forse va meglio.

Perché questa mattina mi son svegliata con un bisogno quasi fisico di vedere il mare… perché è stata una settimana pesantissima anche se non conosco nessuno abruzzese, una di quelle dove ti senti cretina per le tue preoccupazioni che ti sembrano tragedie insormontabili e poi all’improvviso ti rendi conto che aveva ragione quel Grande che diceva che si sta veramente come d’autunno sugli alberi le foglie… e non solo in guerra ma a volte anche in pace…

Per cui ho aspettato con ansia che arrivasse l’ora di pranzo e mare.

Memore di aver terminato ieri sera il mio ciclo di antibiotici per debellare una tonsillite da urlo,  caffè da portar via all’Iguana, via le scarpe e mare.

Perché certe cose le combatti solo col mare.

Paure, ansie, disperazioni, domande senza risposte e domande con risposte sbagliate… ci vuole mare.

Due gocce d’acqua dietro i lobi e sembra tutto più affrontabile.
E oggi era una giornata splendida, c’era pure uno che aveva l’aria di allenarsi per i campionati mondiali di tuffo trascinato dall’onda… ma non c’era paragone… un sacco di costumi e di asciugamani, chioschetti pieni come a giugno e delle onde che volevano giusto confermare la forza della natura…
E forse per me va meglio davvero.

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Sogni pesanti.

febbraio 21, 2009

Ci sono validi motivi per cui dovrei evitare di dirvelo, ma 1156160431517la_sella_del_diavolonelle poche ore di sonno di stanotte ho sognato le primarie del Pd.
No, non facevano Soru segretario. anche perché, era un sogno, ma anche i miei sogni checchè se ne dica hanno un limite…
no.
Facevano segretario del Pd la binetti… e ieri notte non ho neppure mangiato peperoni…
Ora, considerando il fatto che martedì scorso non sono andata a dare l’altro esame per validi motivi che vorrei evitare di ricordare, mi chiedevo se il responsabile dei sogni degli altri non ha di meglio da fare che occuparsi di me anche quando dormo…  o forse è solo che non trovando più sogni da rovinare da sveglia sta cominciando a rovinarmi anche gli altri…
ma ho vinto io.
perché sono andata a dare l’esame e ho scritto per due ore di fila.
Si, è vero qualcuno sosteneva che io sono bravissima a parlare per ore senza dire niente, per cui non so come sia andata, ma la cosa importante è che la binetti è uscita dalla mia mente.
al che per completare la terapia ho camminato  da Marina Piccola alla fine del Poetto di Cagliari con un’unica pausa per un caffè che avevo in sospeso all’Iguana.
Per la cronaca: il Poetto è sempre bellissimo.
nonostante l’impegno con cui abbiano cercato di farlo fuori, Lui è sempre bellissimo e coadiuvante in qualsiasi terapia…


Colonna Sonora: Il suono del mare.

Sto tornando.

ottobre 7, 2008

Poche ore.
Il treno parte da Marsiglia alle 6.23;
come è andata?
diciamo che non é stata l’esperienza migliore del decennio ma é andata.
Ci siamo stancate da morire, abbiamo riso di più e se dovessimo avere conferma da almeno un terzo dei contatti presi, potrei saltare anche le prossime ferie…
si, poteva capitarmi una settimana meno tragica a livello di borsa e i francesi sono messi peggio di noi a soldi, ma silvio e sarcozzi hanno detto di non preoccuparci…
Per il resto, Marsiglia ha un cielo azzurro simile al nostro (san maestrale…) ma qualche giorno fa dopo una lunga passeggiata ho visto che hanno il mare con la sabbia finta, e un finto David di Michelangelo che domina una finta spiaggia, un negozio di cibi senza glutine che si chiama Poetto, i caddozzoni per strada che fanno le pizze in un vero forno a legna e altre cose strane. Ma ripeto, hanno un Maestrale che a confronto il nostro è un principiante e delle stazioni radio che trasmettono sino a tardanotte della musica fantastica…
poi Nicolas (marito di Laura e non di carla) ha avuto con me e Laura una pazienza che se riuscissimo a riprodurla diventeremo ricche con la prossima fiera…
Ora vado.
Devo ancora terminare i bagagli ed é il caso che dorma qualche ora.
Ps: vorrei sapere chi ha mischiato i tasti di questa tastiera…
Ora vado

Colonne sonore

luglio 11, 2008

Mi son distratta qualche giorno ed è arrivato luglio.
E se non sto attenta così com’è arrivato se ne va.
Avevo terrore dell’arrivo di luglio per motivi che hanno a che fare con dolcesardo e olive, con angurie con la buccia scura, con infradito e qualcosaltro… magari non in questordine e magari con qualche apostrofo in più, ma avevo terrore…
e invece mi distraggo unattimo e pammm…
ma posso farcela, e poi dopodomani Daniele Silvestri suonerà e canterà per me al Poetto…
Magari non proprio per me, ma io sarò lì per lui per qui è uguale.
Daniele Silvestri da non so più quanti anni fa parte della colonna sonora del mio immaginario collettivo.
Ha scritto parole che avrei potuto, anzi voluto, scrivere io… ma ha fatto prima di me.
Una volta qualcuno ha detto che “poeta è colui che ha scritto per primo le parole che tanti altri avevano sulla punta della lingua” … magari i termini non erano proprio questi ma il senso si.
Quando invece ha scritto ” io fortunatamente sono dotato di una scarsa sensibilità…” le ho sentite pronunciare da altre labbra… ma anche questo ha a che fare con altre storie.
E poi ha scritto l’Autostrada, che non sarà il suo pezzo più bello, ma la prima volta che l’ho sentita mi ha fatto lo stesso effetto di un libro di Garcia Marquez. Stessa luce. Stessa polvere. Stessi odori.
Ovviamente sempre nel mio immaginario collettivo sulla cui possibile esistenza si potrebbe aprire un dibattito.
Ma non aspettatevi la mia partecipazione…

E adesso chiedo scusa a Daniele Silvestri per aver versato in prosa questo testo e se avesse voglia di incazzarsi con me, che mi rintracci pure e lo faccia guardandomi negli occhi… è un mio difetto: le cose importanti  voglio sentirmele dire guardandomi negli occhi.

e avrei voluto fossero parole mie…

L’AUTOSTRADA di Daniele Silvestri.
La casa era giusto al confine tra il vento e la sete: un posto abitato da fate e da poche altre forme di vita ugualmente concrete, vicino all’incrocio di un paio di strade sterrate che senza motivo apparente si incontrano e poi, disperate, ripartono… tristi, così come sono arrivate. Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute se poi sono state abitate, qualcuno che fermo all’incrocio pensò: “aspettiamo che arrivi l’estate”. L’estate da noi non è mica un periodo felice, che il caldo ti toglie la pace, la polvere copre ogni cosa e ti spezza la voce…l’odore di verze marcite… la gente che passa ci guarda e prosegue veloce ci osserva e prosegue veloce, magari saluta, ma sempre prosegue veloce. Se almeno si vedesse l’autostrada ci porterebbe senz’altro a una città, oppure proseguire ovunque vada meglio, meglio che qua. La chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce e forse un po’ più di vernice, ed un’unica luce fornita da fiaccole appese imbevute di pece. Fu lì che la vidi a braccetto col prete: era il 5 di aprile e tirava una brezza che dava un colore alla quiete e profumo di pane alle olive. Lei pure mi vide e forse sorrise… non sono sicuro, ma forse davvero sorrise perché all’improvviso fu molto più forte l’odore del pane alle olive… La gente che passa ci guarda e prosegue veloce, ci osserva e prosegue veloce, magari sorride, ma sempre prosegue veloce. Se almeno si vedesse l’autostrada ci porterebbe senz’altro a una città, oppure proseguire ovunque vada meglio, meglio che qua. A volte succede qualcosa di dolce e fatale, come svegliarsi e trovare la neve o come quel giorno che lei mi sorrise ma senza voltarsi e fuggire. Vederla venirmi vicino fu quasi morire trovare per caso il destino e non sapere che dire… ma invece fu lei a parlare: “mi piace guardare la faccia nascosta del sole, vedere che in fondo si muove dormire distesa su un letto di viole -mi disse- e a te cosa piace? “mi piace sentire la forza di un’ala che si apre, volare lontano, sentirmi rapace, capace di dirti ti amo… aspettiamola insieme l’estate” … … e intanto volevo sparire pensando alle cose che avevo da offrire: l’incrocio, la casa, la chiesa, la croce l’incrocio-la casa-la chiesa-la croce ed in più lo spettacolo atroce di tutta la gente che passa ci guarda e prosegue veloce… ci osserva e prosegue veloce… magari sorride, ma sempre prosegue veloce. la gente che passa ci guarda e prosegue veloce ci osserva e prosegue veloce magari saluta, ma sempre prosegue veloce la gente che passa ci guarda ci osserva e prosegue veloce.

primi piedini liberi.

aprile 28, 2008

credo sia arrivata l’estate.
no, non c’entra il fatto che ieri abbia passato quelle tre orette spalmata sulla ex sabbia del poetto, quello lo faccio anche d’inverno… ma poco fa ho visto una bimba con sandaletti rosa e dita di fuori.
è scientifico: non importa quale sia la temperatura esterna o il fatto che io abbia fatto il mio primo bagno da un mese ( quella è estate per me… ), è estate quando incontri i primi piedini di cinque anni di vita finalmente liberi…