Aspettando l’estate.

Mag 14, 2010



Non so quanto ancora dovremo aspettare perchè arrivi l’estate…

non vorrei fsse  talmente schifata da questo mondo da decider che non ce  la meritiamo…

… e sono ancora grigi anche i miei pesci…


Annunci

Domani.

agosto 31, 2009

avevo piani serissimi per queste vacanze:
vedere (ma solo vedere) i programmi per i prossimi tre esami…
leggere almeno tre libri….
perdere almeno tre chili….
e non ne ho portato a termine nemmeno uno!
però posso affermare di aver battuto il mio record di permanenza in acqua con maschera e pinne nuotando tra pesci bellissimi che hanno riconfermato quel mare come mio mare preferito….
e se avessi le maniche  potrei dire che è giunta l’ora di “pinniccarle” seriamente perché checchè se ne dica oggi è  primo settembre e devo rifare i bagagli  perche tra poche ore portiamo le pecore in trasferta al milano…

A domani.

settembre 3, 2008

questa l'ho fatta io. con lo scanner.

Si, perché domani torno sul serio.
Perché tra una cosa e l’altra non coccolo il mio blog da una ventina di giorni ( a parte quelle poche righe che avvisavano che Cagliari si stava svegliando).
Ferie?
Questa volta ero convinta: ” mi faccio quindici giorni di mare… mi porto solo qualche costume, qualche maglietta e qualche libro, la maschera, le pinne e una settimana enigmistica… quindici giorni per vedere se il pensiero dominante di voltare pagina si attenua o se si trasforma in voglia di strapparla quella pagina”
E invece?
e invece casualmente il 14 agosto il telefono in laboratorio ha cominciato a squillare e casualmente una mano ha sollevato la cornetta pensando a chi potesse essere che il quattordici agosto chiama in laboratorio mentre chiunque tra i frequentatori sapeva che dal tredici sera il laboratorio sarebbe stato chiuso.
e invece … mi alle volte… qualcuno aveva bisogno urgentemente di mani di ceramista.
per cui niente mare?
diciamo “per cui meno mare”.
Ma è stato fantastico svegliarsi alle 6,30 e col massimo dell’attenzione per non svegliare mio padre che dormiva giù, senza colazione, senza neppure lavarmi la faccia, senza niente se non costume e maschera… tuffarsi in un mare da sogno con pesci che mangiavano il pane avanzato dalla sera prima, stelle marine, polpi, ricci…
No, non ero in Egitto, ero a una ventina di chilometri da Cagliari. E non mi drogo e bevo raramente, per cui è tutto vero; dopodiché… a casetta: doccia, colazione, dov’è la mia argilla? la mia tavoletta? i miei attrezzi?
posso cominciare a lavorare. Otto ore di lavoro con pause di mezzore e tuffi rubati che se tu che leggi sei a Milano o a Bolzano o a Torino hai tutto il diritto di odiarmi, ma ci sono riuscita.
Ho portato a termine il mio compito.
Ovviamente non da sola, ma devo ringraziare:
Fe, perché ha preso quella telefonata perché ha gestito la baracca come probabilmente non sarei stata in grado di fare e perché ama il mare immensamente meno di me;
Marco perché secondo lui un plastico era meglio di un disegno su carta…
quel papavero in ceramica che non ne voleva sentire di star su per cui ha fatto perdere un sacco di tempo…
PG per la dritta che continua a farmi ridere molto
e infine Betty per la fantastica opportunità.

A proposito di sogni.

agosto 2, 2008

Guardate questa foto.

Si, lo so, ha troppi riflessi, è inquadrata male, è buia…
ma è fatta con una macchinetta vinta nelle patatine o quasi e se non fosse per “fotoritocco” e “ritaglia” si vedrebbero anche i miei piedi con infradito verdi… e poi io sono ceramista e non fotografa (anche se Efisio sostiene che le mie foto gli piacciono)…
ma non sono qui per perdere tempo con inutili polemiche; volevo solo dire che questa foto è la prova che a volte i sogni si realizzano.
Si, perché questo pannello da qualche anno è parte dei decori, nati in questo laboratorio, che colorano un ristorante di Kobe.

E ciò conferma che a volte i sogni si realizzano…
… anche quelli che non avete mai fatto.

Avete presente quel punto di strada sulla litoranea per Villasimius subito dopo Capitana… quel pezzetto dove cominci a pensare che se dio ci fosse qui ci farebbe proprio una belle figura… e dove si ha la sensazione che se si respira da quelle parti vale doppio e che vorresti degli occhi più grandi per fare scorta di quel mare… senza coloranti ne conservanti… e dove pensi ecco perchè non posso mollare tutto e andarmene e ricominciare da unaltra parte?
Se avete presente sapete come mi sento dopo qualche ora di quel paradiso tra fichi d’india mirto sabbia e mare azzurro ramina ( deformazione professionale )… e sappiate che quel sogno vi aspetta;
se non avete presente non potete capire di cosa io stia parlando, ma non vi preoccupate. Lo capirete la prima volta che ci passerete . E quella è soltanto la porta di una delle strade più belle del mondo…

piatto di pesci?

giugno 20, 2008

Lo so, voi per piatto “di” pesci intendete un’altra cosa, e in realtà questo sarebbe piatto “con” pesci, ma questo nasce in questo laboratorio, per cui mi va di chiamarlo così ( barrosa posso essere…).
Nasce con terra rossa, bianca e nera; diversi strati di terre più o meno colorate, che sarebbero gli ingobbi, diversi graffi più o meno profondi, e quello che alla fine compare è un disegno più o meno bello. A volte onde, a volte pesci, a volte quello che più o meno ci suggerisce la nostra immaginazione in quel momento… una volta son riuscita a vedere in un vaso un gruppo di coristi e musicisti di Paolo Conte; ma la cosa più scioccante è che si sentivano cantare.
E non mi drogo e non bevo.