è andata.

dicembre 31, 2010

sembrava interminabile…
a un certo punto ho pure pensato che non poteva stare tutto in un unico interminabile complicatissimo anno…
che non sarei mai riuscita a farci stare tutto, come fosse una bottiglia da riempire …
che il tappo sarebbe partito…
o il vetro avrebbe ceduto…
ma doveva starci tutto. e soprattutto tutti.
e alla fine è andata: emozioni fantastiche, disperazione assoluta, voglia di gridare repressa, pretese di onnipotenza.

Sperando che il meglio debba ancora arrivare
Buon 2011.

e adesso
al solito
ho bisogno di vedere il mare.


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Eventualità.

maggio 5, 2010


Nell’eventulità in cui il mio avvocato dovesse acclarare e sottolineo acclarare che qualcuno mi avesse pagato un appartamento a cagliari con vistamare, oculo in camera da letto, finestra sul lavello della cucina da cui vedere cinquanta metri di terrazza con piccolo limone, piccolo ulivo, basilico, origano, maggiorana, salvia, santoreggia e piante e fiori vari, e sopratutto cielo e luna, è vivamente pregato di farsi i cazzi suoi altrimenti gli graffio la moto e sopratutto non gli regalo quel vaso per rose che gli ho promesso…

…fran…

ottobre 14, 2009

quadri2“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. […] È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio….”
(Alessandro Baricco, NOVECENTO, Feltrinelli)

C’è stato un periodo della mia vita in cui ho amato moltissimo Baricco.
Poi l’amore è finito.
Perché a volte gli amori finiscono.
Altre no… e non so cosa sia peggio…
E in quel periodo, (è durato un’estate, ma un’estate sarda…) il mio amore era talmente grande che mi alzavo all’alba per andar al mare e leggere almeno un’ora prima che il sole si facesse valere. sul mio scoglio preferito. parole bellissime, strazianti, dolorose, appassionate, perfette…
E poi l’amore è finito.
Riconosco ancora la bellezza, lo strazio,il dolore, la passione e la perfezione di quelle parole ma l’amore è finito.
E tra tutte quelle parole, quelle sopra riportate costituiscono una costante della mia vita e di quella di un sacco di persone che mi stanno vicine:
fran… licenziato;
fran… ti sto lasciando;
fran… è morta;
fran…
Una notizia improvvisa, che spesso non lo è affatto, ma finché quel chiodo non cede… fran… ci illudiamo che quel quadro resterà appeso a quella parete per sempre…

25 aprile.

aprile 25, 2009

Piccoli panini,
frutta,
cereali e frutti rossi,
acqua,
costume,
asciugamano,
bandana,
infradito,
crema solare,
Drillo.
…. e che liberazione sia….

colonna sonora:  Bella Ciao.

Due gocce

aprile 10, 2009

Forse l’inizio della primavera è finito.
Forse va meglio.

Perché questa mattina mi son svegliata con un bisogno quasi fisico di vedere il mare… perché è stata una settimana pesantissima anche se non conosco nessuno abruzzese, una di quelle dove ti senti cretina per le tue preoccupazioni che ti sembrano tragedie insormontabili e poi all’improvviso ti rendi conto che aveva ragione quel Grande che diceva che si sta veramente come d’autunno sugli alberi le foglie… e non solo in guerra ma a volte anche in pace…

Per cui ho aspettato con ansia che arrivasse l’ora di pranzo e mare.

Memore di aver terminato ieri sera il mio ciclo di antibiotici per debellare una tonsillite da urlo,  caffè da portar via all’Iguana, via le scarpe e mare.

Perché certe cose le combatti solo col mare.

Paure, ansie, disperazioni, domande senza risposte e domande con risposte sbagliate… ci vuole mare.

Due gocce d’acqua dietro i lobi e sembra tutto più affrontabile.
E oggi era una giornata splendida, c’era pure uno che aveva l’aria di allenarsi per i campionati mondiali di tuffo trascinato dall’onda… ma non c’era paragone… un sacco di costumi e di asciugamani, chioschetti pieni come a giugno e delle onde che volevano giusto confermare la forza della natura…
E forse per me va meglio davvero.

Bacchette sprecate

marzo 23, 2009

Avete presente quei sogni in cui a un certo punto pensate : fosse anche un sogno va benissimo lo stesso?
Era uno di quelli.
E non è vero che va benissimo lo stesso… diciamo che va bene ma non pigliamoci per culo…
La sensazione era quella di aver trascorso ore sdraiata sulla sabbia calda di luglio, la sabbia caldissima di Sampietro di Castiadas con gli occhi negli occhi del mare…
So che c’era Drillo, ancora qualche panino, acqua fresca, l’ombrellone più piccolo della spiaggia da spartire con un’altra persona e il rinnovo di una promessa reciproca fatta qualche anno prima per cui chi avesse avuto a disposizione più tempo da trascorrere sulla terra, con tutte le facoltà mentali, si impegnava non so come a trafugare le altrui ceneri per poi spargerle in mare, e se la mia dipartita fosse avvenuta prima, il mare doveva essere quello…
e a quel punto c’era anche la sensazione che pur avendo una bacchetta magica…  in quel momento…  non avevo altri desideri da esprimere… Peccato… perché di li a poco,  controvoglia ho aperto gli occhi.
e il caldo non era dovuto alla sabbia dei miei sogni … era febbre…
Un’altra bacchetta magica sprecata…

Sogni pesanti.

febbraio 21, 2009

Ci sono validi motivi per cui dovrei evitare di dirvelo, ma 1156160431517la_sella_del_diavolonelle poche ore di sonno di stanotte ho sognato le primarie del Pd.
No, non facevano Soru segretario. anche perché, era un sogno, ma anche i miei sogni checchè se ne dica hanno un limite…
no.
Facevano segretario del Pd la binetti… e ieri notte non ho neppure mangiato peperoni…
Ora, considerando il fatto che martedì scorso non sono andata a dare l’altro esame per validi motivi che vorrei evitare di ricordare, mi chiedevo se il responsabile dei sogni degli altri non ha di meglio da fare che occuparsi di me anche quando dormo…  o forse è solo che non trovando più sogni da rovinare da sveglia sta cominciando a rovinarmi anche gli altri…
ma ho vinto io.
perché sono andata a dare l’esame e ho scritto per due ore di fila.
Si, è vero qualcuno sosteneva che io sono bravissima a parlare per ore senza dire niente, per cui non so come sia andata, ma la cosa importante è che la binetti è uscita dalla mia mente.
al che per completare la terapia ho camminato  da Marina Piccola alla fine del Poetto di Cagliari con un’unica pausa per un caffè che avevo in sospeso all’Iguana.
Per la cronaca: il Poetto è sempre bellissimo.
nonostante l’impegno con cui abbiano cercato di farlo fuori, Lui è sempre bellissimo e coadiuvante in qualsiasi terapia…


Colonna Sonora: Il suono del mare.