Tecniche di rilassamento.

novembre 21, 2008

oliveDevo raccontarvi una nuova tecnica di rilassamento.
Servono circa trecento chili di olive, possibilmente dell’albero a cui tendeste la pargoletta mano, acqua, sale e i consigli di mio babbo.
Armatevi di pazienza e cominciate:
dovete controllare queste olive una per una e scegliere quelle più perfette, quelle senza una pestatura e senza un buchetto (certo che ci sono i buchetti! sono olive biologiche!); già che ci siete, levate anche tutte le foglioline, così le non prescelte arriveranno al frantoio pronte per essere macinate.
Ho selezionato una ventina di chili di olive belle che parlavano le ho lavate e ho selezionato le più mature. circa quattro chili.
Metà delle verdi sono finite in un contenitore con acqua fredda e basta; tra una quindicina di giorni babbo sostituirà l’acqua e aggiungerà una parte di sale per ogni dieci parti di olive, dopodiché mi devo dimenticare di loro almeno sino a febbraio.
Nelle altre ho fatto tre piccoli tagli in ognuna (e già, serata intensa …), anche in quelle mature ma non in quelle maturissime.
Ho aggiunto acqua tiepida e sale sempre nella stessa proporzione di uno a dieci, acqua che verrà cambiata ogni due giorni per due o tre volte almeno e con l’ultimo cambio babbo aggiungerà dei legnetti di finocchietto selvatico.
Quelle più mature si potranno mangiare tra una quindicina di giorni e non vedo l’ora.
Quelle maturissime diventeranno invece il pane con olive di Capodanno.
Non so quanti chili riuscirò a metter su quando potrò finalmente aprire i barattoli, ma garantisco che è stata l’esperienza più rilassante dell’anno…
Un grazie particolare a mio padre che ha supervisionato tutta l’operazione e al mezzadro che ha raccolto le olive.

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2 Responses to “Tecniche di rilassamento.”

  1. Says:

    Allora, come presidente del GiovanniAriuFansClub mi permetto di complimentarmi con il Leggendario Giovanni per la ricetta, nonché per l’Ingrediente Segreto che renderà il succulento contenuto dei barattoli così speciale.
    Con te mi complimenterò se e solo se aprirai i barattoli in mia presenza (in tal caso prometto di provvedere personalmente al civraxiu) 😛
    Bacibaci!

  2. ariuceramiche Says:

    Casomai tavanzasse un civraxiu anche domani, sappi che sono possessora di mezzo litro d’olio munto avantieri e di parecchie olive vecchie di due anni… che vento permettendo starebbero benissimo di fronte alla sella del diavolo. sai com’è, servivano barattoli, e ho dovuto espropriare le vecchie…
    così ti descrivo anche la faccia di Giovannariu mentre leggendo il tuo libro riconosceva i figli dei suoi colleghi di miniera.
    Mi sa che per l’apertura dei Barattoli dovrai organizzarti giornata a Mogoro.


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