Cagliari, 30 ottobre 2008.

ottobre 30, 2008

Erano proprio tanti.
anzi no, eravamo proprio tanti.
si, perché c’eravamo anche io, Ivana e Stefano.
e mentre raggiungevo il gruppo pensavo: ma io, in quale gruppo dovrei stare?
scuola dell’infanzia? si, perché in fondo in questo momento, nel mio immaginario collettivo (dite che è impossibile?) la prima scuola che compare è la scuola per l’infanzia dove ho fatto tirocinio e corsi di ceramica l’anno scorso e dove riprenderò a breve http://www.ziaanna.it.
o scuola superiore? del resto sto trascorrendo parecchio tempo a Isili http://www.ginozappa.nu.it/ con un corso di ceramica con dei ragazzi fantastici che ascoltano Guccini anziché cremonini e che mi ricordano troppo me e i miei coetanei alla loro età con gli stessi ideali politici, gli stessi amori per i quali darebbero un rene, e un “barrosimini” (cocciutaggine? ostinazione? facciatosta? ) da olimpiadi….
no, in fondo anche se mi chiamano “proffe”, in fondo ho pagato tasse universitarie anche quest’anno…
e allora? con gli studenti universitari?
o coi ceramisti in cerca di salvare sogni?
Alla fine quando gli ho raggiunti ho capito che gli unici con cui mi sarei schierata erano i manifestanti.
Andavano benissimo Maggi e Giuseppe, ma anche Dolli e Irene, se le avessi incontrate Diletta e Cinzia, e vanno benissimo Alessio e Federica, e Ivana e Stefano che era alla sua prima manifestazione e il mio vicino di casa o il vicino di casa di qualcunaltro che comunque c’era…
e c’eravamo in tantissimi.
e abbiamo camminato, cantato e saltato.
maestre, bambini, mamme, bambine, proffe, adolescenti, babbi, passeggini, docenti universitari, futuri cervelli in fuga, personale ata, nonni e nonne e chi più ne ha più ne metta.
Con un unico massimo comune denominatore (o forse minimo comune multiplo) che è quel “133” che vorrebbe omologarci e far si che tutti finissimo sotto l’egida dell’ignoranza e di conseguenza sottomissione perenne.
E sembrava una festa.
e pioveva pochissimo.
e volevo dire a Roberto che mi dice sempre che sono troppo incazzosa, che io lo so che non può piovere per sempre, e che in ogni caso oltre le nuvole spero che il cielo sia sempre più blu.

ps: volevo sottolineare che come facinorosi facevamo veramente pena.

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2 Responses to “Cagliari, 30 ottobre 2008.”

  1. Lu Says:

    Come diceva Calamandrei, “Ora e sempre: Resistenza!”
    Intanto la nave è partita ed ha un nome che spero di buon augurio, ti sto scrivendo dalla Freedom 🙂
    A presto!

  2. Roberto Says:

    😀 … ma ho anche scritto che ogni giorno nasce un nuovo motivo per esserlo, sia per te che per noi tutti …. mi stupiva solamente il fatto che di solito sei velata nelle tue imprecazioni al contrario di questa sul post “ERA PROPRIO NENESSARIO” (riporto come da te scritto, sia il titolo che la frase 😀 :uno di quelli che ti fa mettere in dubbio l’inesistenza di un dio qualsiasi… anzi, a un certo punto ti fa sperare che ci sia… e arrivi anche a pensare che c’è, forse c’è, e che dobbiamo veramente avergli rotto i co***oni,)
    Devo sentirmi importante perchè mi hai citato con la R maiuscola? O mi devo preoccupare 😀
    Buona giornata 😉


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