Colonne sonore

luglio 11, 2008

Mi son distratta qualche giorno ed è arrivato luglio.
E se non sto attenta così com’è arrivato se ne va.
Avevo terrore dell’arrivo di luglio per motivi che hanno a che fare con dolcesardo e olive, con angurie con la buccia scura, con infradito e qualcosaltro… magari non in questordine e magari con qualche apostrofo in più, ma avevo terrore…
e invece mi distraggo unattimo e pammm…
ma posso farcela, e poi dopodomani Daniele Silvestri suonerà e canterà per me al Poetto…
Magari non proprio per me, ma io sarò lì per lui per qui è uguale.
Daniele Silvestri da non so più quanti anni fa parte della colonna sonora del mio immaginario collettivo.
Ha scritto parole che avrei potuto, anzi voluto, scrivere io… ma ha fatto prima di me.
Una volta qualcuno ha detto che “poeta è colui che ha scritto per primo le parole che tanti altri avevano sulla punta della lingua” … magari i termini non erano proprio questi ma il senso si.
Quando invece ha scritto ” io fortunatamente sono dotato di una scarsa sensibilità…” le ho sentite pronunciare da altre labbra… ma anche questo ha a che fare con altre storie.
E poi ha scritto l’Autostrada, che non sarà il suo pezzo più bello, ma la prima volta che l’ho sentita mi ha fatto lo stesso effetto di un libro di Garcia Marquez. Stessa luce. Stessa polvere. Stessi odori.
Ovviamente sempre nel mio immaginario collettivo sulla cui possibile esistenza si potrebbe aprire un dibattito.
Ma non aspettatevi la mia partecipazione…

E adesso chiedo scusa a Daniele Silvestri per aver versato in prosa questo testo e se avesse voglia di incazzarsi con me, che mi rintracci pure e lo faccia guardandomi negli occhi… è un mio difetto: le cose importanti  voglio sentirmele dire guardandomi negli occhi.

e avrei voluto fossero parole mie…

L’AUTOSTRADA di Daniele Silvestri.
La casa era giusto al confine tra il vento e la sete: un posto abitato da fate e da poche altre forme di vita ugualmente concrete, vicino all’incrocio di un paio di strade sterrate che senza motivo apparente si incontrano e poi, disperate, ripartono… tristi, così come sono arrivate. Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute se poi sono state abitate, qualcuno che fermo all’incrocio pensò: “aspettiamo che arrivi l’estate”. L’estate da noi non è mica un periodo felice, che il caldo ti toglie la pace, la polvere copre ogni cosa e ti spezza la voce…l’odore di verze marcite… la gente che passa ci guarda e prosegue veloce ci osserva e prosegue veloce, magari saluta, ma sempre prosegue veloce. Se almeno si vedesse l’autostrada ci porterebbe senz’altro a una città, oppure proseguire ovunque vada meglio, meglio che qua. La chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce e forse un po’ più di vernice, ed un’unica luce fornita da fiaccole appese imbevute di pece. Fu lì che la vidi a braccetto col prete: era il 5 di aprile e tirava una brezza che dava un colore alla quiete e profumo di pane alle olive. Lei pure mi vide e forse sorrise… non sono sicuro, ma forse davvero sorrise perché all’improvviso fu molto più forte l’odore del pane alle olive… La gente che passa ci guarda e prosegue veloce, ci osserva e prosegue veloce, magari sorride, ma sempre prosegue veloce. Se almeno si vedesse l’autostrada ci porterebbe senz’altro a una città, oppure proseguire ovunque vada meglio, meglio che qua. A volte succede qualcosa di dolce e fatale, come svegliarsi e trovare la neve o come quel giorno che lei mi sorrise ma senza voltarsi e fuggire. Vederla venirmi vicino fu quasi morire trovare per caso il destino e non sapere che dire… ma invece fu lei a parlare: “mi piace guardare la faccia nascosta del sole, vedere che in fondo si muove dormire distesa su un letto di viole -mi disse- e a te cosa piace? “mi piace sentire la forza di un’ala che si apre, volare lontano, sentirmi rapace, capace di dirti ti amo… aspettiamola insieme l’estate” … … e intanto volevo sparire pensando alle cose che avevo da offrire: l’incrocio, la casa, la chiesa, la croce l’incrocio-la casa-la chiesa-la croce ed in più lo spettacolo atroce di tutta la gente che passa ci guarda e prosegue veloce… ci osserva e prosegue veloce… magari sorride, ma sempre prosegue veloce. la gente che passa ci guarda e prosegue veloce ci osserva e prosegue veloce magari saluta, ma sempre prosegue veloce la gente che passa ci guarda ci osserva e prosegue veloce.
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