Fuori dal tempo.

Novembre 7, 2008

questa l'ho fatta io

questa l'ho fatta io

Guardate questa foto.
no, non è un quesito della settimana enigmistica, è una manovella ( non so se abbia un nome scientifico ) che serve per aprire il il finestrino di un treno, un treno che tutti i giorni collega Cagliari e Isili; un treno che a detta di un capostazione in pensione con cui ho viaggiato ieri, è precedente al ‘56, perché in quell’anno Lui che era in servizio, ricorda il momento in cui arrivarono i nuovi treni “più moderni”che avrebbero viaggiato su binari a scartamento ridotto per il trasporto pubblico locale.
La prima volta che l’ho preso son rimasta shoccata, sembrava una favola, stazioni minuscole nel bel mezzo di una campagna bellissima, passaggi a livello dove un signore o spesso una signora segnalano il passaggio del treno unendo due paletti con una cordicella o una catena, fichi d’india che rischiano di entrare dai finestrini, sedili scomodi da morire…
però sembra di passare nei film dell’infanzia, hai la sensazione che arrivi Furia cavallo dell’ West da un momento all’altro o se ti dice culo arriva anche Tex.
E questo treno è l’unico mezzo pubblico che permette a studenti, non più studenti, e a volte insegnanti di ceramica di arrivare da Cagliari a Isili in circa due ore per trascorrere qualche oretta con con un gruppo di ragazzi della scuola Gino Zappa.
Ieri era l’ultima lezione di un corso di quaranta ore, e credo che a parte la grinta delle mie alunne, la cosa che più mi rimarrà impressa di questo corso è senz’altro questa anacronistica manovella.

Colonna sonora: La locomotiva di Guccini.

Cagliari, 30 ottobre 2008.

Ottobre 30, 2008

Erano proprio tanti.
anzi no, eravamo proprio tanti.
si, perché c’eravamo anche io, Ivana e Stefano.
e mentre raggiungevo il gruppo pensavo: ma io, in quale gruppo dovrei stare?
scuola dell’infanzia? si, perché in fondo in questo momento, nel mio immaginario collettivo (dite che è impossibile?) la prima scuola che compare è la scuola per l’infanzia dove ho fatto tirocinio e corsi di ceramica l’anno scorso e dove riprenderò a breve http://www.ziaanna.it.
o scuola superiore? del resto sto trascorrendo parecchio tempo a Isili http://www.ginozappa.nu.it/ con un corso di ceramica con dei ragazzi fantastici che ascoltano Guccini anziché cremonini e che mi ricordano troppo me e i miei coetanei alla loro età con gli stessi ideali politici, gli stessi amori per i quali darebbero un rene, e un “barrosimini” (cocciutaggine? ostinazione? facciatosta? ) da olimpiadi….
no, in fondo anche se mi chiamano “proffe”, in fondo ho pagato tasse universitarie anche quest’anno…
e allora? con gli studenti universitari?
o coi ceramisti in cerca di salvare sogni?
Alla fine quando gli ho raggiunti ho capito che gli unici con cui mi sarei schierata erano i manifestanti.
Andavano benissimo Maggi e Giuseppe, ma anche Dolli e Irene, se le avessi incontrate Diletta e Cinzia, e vanno benissimo Alessio e Federica, e Ivana e Stefano che era alla sua prima manifestazione e il mio vicino di casa o il vicino di casa di qualcunaltro che comunque c’era…
e c’eravamo in tantissimi.
e abbiamo camminato, cantato e saltato.
maestre, bambini, mamme, bambine, proffe, adolescenti, babbi, passeggini, docenti universitari, futuri cervelli in fuga, personale ata, nonni e nonne e chi più ne ha più ne metta.
Con un unico massimo comune denominatore (o forse minimo comune multiplo) che è quel “133″ che vorrebbe omologarci e far si che tutti finissimo sotto l’egida dell’ignoranza e di conseguenza sottomissione perenne.
E sembrava una festa.
e pioveva pochissimo.
e volevo dire a Roberto che mi dice sempre che sono troppo incazzosa, che io lo so che non può piovere per sempre, e che in ogni caso oltre le nuvole spero che il cielo sia sempre più blu.

ps: volevo sottolineare che come facinorosi facevamo veramente pena.

Ci sono riuscita.

Giugno 13, 2008

Ci sono riuscita. ieri sera ho concluso il corso di ceramica coi bimbi della materna e questa mattina quello coi ragazzi di Isili. sono praticamente distrutta ma ci sono riuscita. Volevo poi ringraziare Kabilla per le sue correzioni più che opportune.
Interverrò immediatamente ad aggiungere l’accento sul “checché” da lei fattomi notare, altrimenti questi giorni tra abbassamenti di voce e dimenticanza di accenti potrei davvero creare degli equivoci…
e poi volevo dirle che a proposito del titolo 2 a 0 per gli altri, non era dovuto al mio stato d’animo. no. è che c’era la partita e l’italia stava perdendo due a zero con l’olanda, ma in quel momento non conoscendo il nome degli avversari gli ho chiamati “gli altri”… pero rileggendo è vero: non c’è un cenno al fatto che quei culi sodi stavano facendo gli europei di calcio… mi alle volte gli equivoci…
e poi volevo anche dirle, anzi prometterle che io e lei prima o poi ci andiamo di nuovo da sole a Parigi, e alle stesse condizioni: un grande centro commerciale per ogni Grande Museo. promesso.
dimenticavo… arida65 è bellissimo, ma lei non è arida. fa finta.