Incroci del destino

Aprile 1, 2009

mapdata forse l’arteriosclerosi comincia a farsi sentire, perchè questa mattina, in laboratorio, mi sono ritrovata di fronte qualcuno che sorridendo ha chiesto: mi riconosci?
e ho pensato: si che ti conosco…  ma non riuscivo a capire chi fosse…
E ora mi chiedo: come è possibile non riconoscere qualcuno che ha trascorso con te una splendida settimana a Parigi con un sacco di bella gente e che poi per diversi incroci del destino perdi di vista?
qualcuno che poi un giorno casualmente si imbatte nel tuo blog e dopo un pò di commenti a vari post quasi timidamente ti dice chi è ti fa riaffiorare quella settimana a Parigi e il periodo successivo?
E’ possibile.
perchè allora non avevamo quarantanni in due.
e perchè gli incroci del destino a volte incasinano la memoria al punto che un giorno ti ritrovi di fronte quella persona e pensi che sia “qualcuno”.
la incasinano, ma fortunatamente non buttano via niente di ciò che di buono hanno incontrato.
e se a distanza di ventitre anni c’e la possibilità che quel “qualcuno” un giorno ti chieda “mi riconosci?”, vuol dire che questo mondo è più colorato di come appaia.
Grazie davvero.

Il Maestro è nell’anima.

Novembre 22, 2008

ansa_14443130_56370Non so come siate messi voi a parenti, ma io oltre a zio Antonio non ho zii maschi. O meglio zii nel cuore, quelli che spesso hai voglia di vedere e che sai che ti vogliono bene.
Ma se avessi dovuto adottare uno zio ho sempre pensato che Sandro Curzi sarebbe stato perfetto.
o forse sarebbe stato imperfetto proprio come le persone a cui vuoi bene sul serio, quelli con cui urli e ti animi e ti infervori parlando di politica, di sogni, d’amore, di storia, di letteratura… uno che avrei ascoltato per ore. ovviamente cazzate incluse. perché da un Maestro impari anche con le cazzate.
ecco, oggi mi sento come se fosse morto qualcuno che mi voleva bene.
Ciao Sandro
e grazie di tutto.


Colonna sonora: “Il Maestro” di Paolo Conte.

5 novembre 2008. Grazie.

Novembre 5, 2008

este_05125449_55080Grazie.
mi devi un sacco di ore di sonno ma grazie.
perché ci sono casi in cui un uomo ti fa perdere un sacco di ore di sonno e sono soddisfazioni;
poi ci sono casi in cui uomo ti fa perdere un sacco di ore di sonno e sono domande o vomiti;
e poi ci sono casi come questo in cui un uomo ti fa perdere un sacco di ore di sonno e sono speranze riaccese.
per cui Barack ti do tre giorni di tempo per festeggiare e riprenderti da questa meraviglia e poi “pinniccati” (rimboccati) le maniche che si comincia.
perchè il tuo sogno si è realizzato,
adesso fai in modo che si realizzi il nostro.

ps: se hai bisogno di me, sappi che ci metto niente a dichiararmi prigioniero politico e a raggiungerti.

colonna sonora: Kunta Kinte di Daniele Silvestri.