quasi quarant’anni…

Marzo 24, 2009

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queste mani, che sono solo alcune delle mani con le quali trascorro il mio mercoledì pomeriggio, hanno tutte meno di cinque anni.
difficile da credere anche per me, eppure queste nove meraviglie non arrivano ad avere in tutto quarant’anni…
ho provato a sommare mesi, giorni e ore delle loro splendide età eppure niente…non arrivano a quarantanni ma plasmano l’argilla come se la cosa facesse parte del loro dna.
hanno grazia, stile, precisione ed entusiasmo da vendere, e si occupano del loro pezzo di argilla e del suo trasformarsi per novanta minuti…
magari un giorno diventeranno mani di insegnante, ingegnere, metalmeccanico, notaio o che altro, ma per adesso pensano che forse sono così bravi perché hanno una maestra magica che gli ha fatto un incantesimo e sono diventati magici anche loro…

e come faccio a non commuovermi?

Il latte mutante.

Gennaio 17, 2009

cane-2Non so chi di preciso abbia creato questa definizione; so che è stato uno dei bambini di qualche mio corso di ceramica di qualche anno fa.
Credo si trattasse di uno del gruppo di Irene, Camilla, Giaime e Enrico, per cui è una definizione che risale almeno a cinque anni fa e che continua a sopravvivere e piacere tantissimo ai miei piccoli alunni.

Il latte mutante non è altro che la cristallina, e la cristallina non è altro che quella sostanza che va a ricoprire e proteggere i colori su base di   terracotta.
Ho spiegato ai bimbi che ogni loro lavoretto avrebbe fatto un tuffo nel secchio, e che grazie al latte mutante questo sarebbe  diventato bianco e poi il forno l’avrebbe fatto diventare brillantissimo… ma loro non dovevano avvicinarsi più i tanto al barattolo.
Ovviamente secondo Nicola e Francesca un latte magico che ha destato la preoccupazione di Michele che ha creduto che dentro quel grande barattolo bianco ci fosse il latte personificato per cui prima che io aprissi il barattolo ha chiesto: “ma questo latte in mutande morde?
In effetti avrei dovuto aggiungere che  non dovevano avvicinarsi al barattolo per non schizzarsi…  e non devo mai scordare che con la fantasia dei bambini non si può competere .

Cose magiche.

Dicembre 17, 2008

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Nicola ha quattro anni.
“quattro e mezzo” ha precisato Lui e sta facendo il corso di ceramica per la seconda volta; mi ha raccontato che è sempre fidanzato con Alessia, anche se Lei ha cambiato scuola e non si vedono quasi mai, però lei ha gli occhi più belli di tutte le principesse, e hanno deciso di aspettarsi lontani sino alla prima elementare…
e per quanto sentimentalmente io non sia ferrata granché, se questo non è amore, è qualcosa del genere di sicuro…
Ma io son qui per parlare di ciò che mi compete, di ceramica e riporterò proprio la descrizione che Nicola ha fatto di me e della ceramica a Michele che ha appena due anni e mezzo ed è al suo debutto di creta:
pare che io sia una maestra speciale, che forse non sono proprio magica, ma faccio cose magiche, perché ho il filo magico per tagliare l’argilla, perché ho un pezzo di argilla gigante molle e grigia e con quella, Loro, riescono a fare gatti, leoni, alberi, che prima sono molli e grigi e poi diventano durissimi e rossi, e poi col latte mutante che però non si può bere diventa tutto brillante perché faccio cuocere tutto nel grande forno magico del laboratorio… insomma doveva provare anche Lui (Michele) perché forse maestre che fanno cose magiche ce ne sono pochissime in tutto il mondo…

Non so voi, ma io non ero mai stata così dichiaratamente speciale  sino ad oggi e se avessi avuto alcune decine d’ anni di meno, Alessia se la sarebbe dovuta vedere con me.
Lei e tutte le altre principesse con gli occhi bellissimi…

Colonna sonora: Cocco e Drilli; Zecchino D’oro 1974.

piatto di pesci?

Giugno 20, 2008

Lo so, voi per piatto “di” pesci intendete un’altra cosa, e in realtà questo sarebbe piatto “con” pesci, ma questo nasce in questo laboratorio, per cui mi va di chiamarlo così ( barrosa posso essere…).
Nasce con terra rossa, bianca e nera; diversi strati di terre più o meno colorate, che sarebbero gli ingobbi, diversi graffi più o meno profondi, e quello che alla fine compare è un disegno più o meno bello. A volte onde, a volte pesci, a volte quello che più o meno ci suggerisce la nostra immaginazione in quel momento… una volta son riuscita a vedere in un vaso un gruppo di coristi e musicisti di Paolo Conte; ma la cosa più scioccante è che si sentivano cantare.
E non mi drogo e non bevo.

giochiamo con la terra

Maggio 28, 2008

No, non è un tentativo di introduzione all’agricoltura.

No, è il titolo della proposta per un laboratorio di ceramica per le scuole. Si tratta di un progetto in cui bambini di tre anni oppure ragazzi di sedici ( di solito in sedi e momenti diversi ) possono cimentarsi e dare l’opportunità alla loro fantasia di sbizzarrirsi con un materiale per loro probabilmente insolito ma molto stimolante.
E questo materiale è appunto la terra, che in questo caso chiamiamo “creta” ma che è esattamente terra, che plasmata, seccata e poi cotta a temperature che arrivano sino a quasi mille gradi si trasforma.
In questi giorni sto concludendo un percorso di trenta ore in una scuola per l’infanzia dove si son cimentati alla grande bambini di un’età compresa tra i due anni e mezzo e i cinque; e credo che in assoluto sia stata la sfida e allo stesso tempo la soddisfazione più grande di questi ultimi mesi…
E sto anche iniziando un altro percorso con dei ragazzi di un istituto tecnico… ma di questo vi parlerò un’altra volta.