Si chiama Virgilio

Dicembre 5, 2009

e a Lui spetta il compito di controllare le nostre pecorelle.
Si, lo so, ha l’aria di non averne nessuna voglia, ma è solo perchè è pensieroso.
Anzi no è pensante.
Sta cercando di fare ordine, sta cercando di capire.
E magari ci riesce.
Lui in questo momento vorrebbe essere a Roma.
Voleva andare al No B. Day (chiedo scusa per la B maiuscola)
Avrebbe voluto prendere quella nave…
raggiungere quelli che sono arrivati con quei 700 pullman,
con tutti qui treni, a piedi o se necessario in groppa a un asino
e invece in questo momento sta raggiungendo quei 960° che lo faranno diventare più brillante di un presidente del consiglio.
Dopodichè riprenderà il suo lavoro di sguardi e occhiate al nostro gregge.
Fai da bravo Virgilio, e se riesci a  capire come si fa a riordinare i pensieri mi racconti tutto appena apro il forno.
Incrociamo le dita e ci vediamo martedì.

Massimo rispetto…

Novembre 25, 2009

Lo so,
vi ricorda qualcuno,

qualcuno che conoscete bene,
ma ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.
E poi questo è un asino di tutto rispetto… quest’asino avrà il compito di riscaldare una mangiatoia importante in una capanna importante di una vetrina importante!
per cui massimo rispetto a Lui e un pò meno a colui che vi ricorda…

( dimenticavo: la foto è di Lucia http://www.coolpicts.org/)

Puntualizzazioni.

Novembre 19, 2009

8 uova
1 litro di latte
2 scorze di limone
16 cucchiai rasi di zucchero
1 ora di cottura.

Questa, ufficialmente, sarebbe la ricetta del flan di latte, quella che si può trovare sui libri o  sul ricettario di vostra mamma, di nonna o di vostra zia… magari con aggiunte di amaretti secchi sbriciolati o di cannella o di rum, ma la ricetta base dovrebbe essere questa.
Ma non è precisa… perchè in effetti servirebbero:
8 uova di culo di gallina
cioè uova fatte da una gallina vera, di quelle con le ali, di quelle che scorrazzano in un pollaio e che si svegliano all’alba, dopo che quel rompiballe del gallo ha cantato, e che vanno a letto presto. Come le galline…
1 litro di latte intero
ma di latte intero veramente, sfruttato meno possibile… sto seriamente pensando di convincere le nostre pecore a produrne un pò, perchè la ricetta originale sarda aveva ovviamente latte di pecora…
2 scorze di limone d’albero
no. scordatevi di utilizzare due limoni di cassetta acquistati in un market qualsiasi… ci vogliono due limoni di albero. possibilmente dell’albero “a cui tendeste la pargoletta mano”, ma se ciò non fosse possibile, vanno bene le scorze di due limoni tagliati da un albero non più di quarantotto ore fa e che non sappiano dell’esistenza di un market.
16 cucchiai rasi di zucchero
8 dei quali andranno lavorati con un frustino assieme alle uova mentre gli altri 8 andranno trasformati in caramello per poi foderare lo stampo.
1 stampo da budino da un litro e mezzo.
1 ora di cottura a bagnomaria
anche qui non sono proprio daccordo, perchè in effetti per la cottura “ci va il tempo che ci va”.

La parte più complicata riguarda il foderare lo stampo prima che il caramello si solidifichi, per cui dovete farlo su un fornello,e se state pesando di comprare un caramello già pronto… scordatevelo!
Ha un solo difetto: non è un dolce da compleanno.
ma se per sfida voi riusciste a fermarvi tutte quelle candeline…
chepeaux… e infiniti auguri.

casette trascurate

Novembre 10, 2009

village copy

le mie casette si sentono tristi….
sostengono che da quando la pastorizia è entrata nella mia vita non le ho più considerate…

Intrusioni.

Novembre 5, 2009

capretteNon avendo nuove pecore da far pascolare in questo blog, ho deciso di accogliere una capretta rubata qualche tempo fa tra i fogli di mio babbo.
Spero solo che l’intrusione  non crei squilibri o litigi nel gregge, anche perchè le nostre pecore non hanno corna e non saprebbero difendersi e questa, per i miei gusti, oltre alle corna, mi sembra abbia una faccia troppo ” sbertidora”…
Si,
lo so,
sul termine ” sbertidora” si potrebbe aprire un dibattito, ma non mi sembra l’ora ne il luogo adatto.
Ne riparleremo…

Coccole.

Novembre 1, 2009

sposilliprova

Ammettendo di essere anche toro, il mio oroscopo di oggi secondo  Google recita:

Hai bisogno di pensare un po’ di più a te stessa, di coccolarti.
Te lo dicono le stelle che ti mandano una serie di ultimatum.
Pensa al tuo benessere e se non puoi permetterti una vacanza prenditi questa giornata di riposo per coccolarti…

Considerato il fatto che io sono cuspide tra toro e gemelli per cui pur volendoci credere non saprei a che segno votarmi, credo che ascolterò  questi consigli che avrei ascoltato anche se fossi stata cuspide tra scorpione e un pioppo ma gradirei che le stelle la smettessero di mandare ultimatum minacciosi per voce dell’oroscopatore di Google…
e adesso mare.

( la foto è di Lucia http://www.coolpicts.org/)

Pecora pensierosa.

Ottobre 28, 2009

domandeLo so che è una pecora di terracotta coi boccoli e per di più senza occhi, ma secondo me ha ugualmente l’espressione di chi ha la testa piena di domande o di chi comincia a capire le risposte…

fabbrica_1

Non se ne abbia a male Gesùbambino ma quest’aria natalizia  freddissima che ci ha invaso all’improvviso mi sembra del tutto fuori luogo e volevo dire ad Ascanio, casomai decidesse di passare in laboratorio, di mettersi una sciarpetta… perchè ha veramente rinfrescato… ma se non dovesse farcela…  non importa… ci vediamo stasera alla Vetreria alle 21,00.

Promesso.

…fran…

Ottobre 14, 2009

quadri2“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. [...] È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio….”
(Alessandro Baricco, NOVECENTO, Feltrinelli)

C’è stato un periodo della mia vita in cui ho amato moltissimo Baricco.
Poi l’amore è finito.
Perché a volte gli amori finiscono.
Altre no… e non so cosa sia peggio…
E in quel periodo, (è durato un’estate, ma un’estate sarda…) il mio amore era talmente grande che mi alzavo all’alba per andar al mare e leggere almeno un’ora prima che il sole si facesse valere. sul mio scoglio preferito. parole bellissime, strazianti, dolorose, appassionate, perfette…
E poi l’amore è finito.
Riconosco ancora la bellezza, lo strazio,il dolore, la passione e la perfezione di quelle parole ma l’amore è finito.
E tra tutte quelle parole, quelle sopra riportate costituiscono una costante della mia vita e di quella di un sacco di persone che mi stanno vicine:
fran… licenziato;
fran… ti sto lasciando;
fran… è morta;
fran…
Una notizia improvvisa, che spesso non lo è affatto, ma finché quel chiodo non cede… fran… ci illudiamo che quel quadro resterà appeso a quella parete per sempre…

… per un pelo…

Ottobre 9, 2009

se solo il governo svedese avesse sentito Elio e le Storie Tese cantare l’inno a silvio (http://www.youtube.com/watch?v=zS4HeAtRieM) , a quest’ora il nobel per la pace sarebbe nostro….

ps: avevi ragione…   meraviglioso.